Conoscere e raccontare il formaggio all’istituto Alberghiero di Bormio

Ho accolto con piacere l'invito dell'Istituto Alberti di Bormio per l' organizzazione di alcuni incontri con le ultime classi del settore alberghiero. Con un pizzico di sorpresa, ho trovato studentesse e studenti molto interessati a questi momenti formativi che hanno certamente arricchito le loro conoscenze e competenze in vista di un futuro nel settore turistico della nostra valle.
Il formaggio, dopo il vino, è infatti il prodotto più significativo nel panorama enogastronomico della Valtellina. La sua valorizzazione nella ristorazione è fondamentale non solo per sostenere l'economia locale della filiera latte-formaggio, ma anche per promuovere il lavoro nelle terre alte, dove la presenza dell'uomo produttivo riveste un ruolo strategico, soprattutto per la salvaguardia del territorio.
L'obiettivo del progetto era approfondire la conoscenza dei principali formaggi locali, nazionali e internazionali, per saperli presentare e raccontarne la storia ai clienti delle strutture ricettive.
Presentare un formaggio significa infatti narrare la storia di un territorio, magari delle vacche che hanno prodotto quel latte speciale che ne caratterizza il sapore unico. Significa anche saper descrivere le sue note aromatiche e gustative, capaci di lasciare un ricordo piacevole, un'emozione.
Dopo una parte teorica dedicata all'evoluzione del settore caseario valtellinese – dalla fine del XVIII secolo a oggi, attraverso le sue tappe fondamentali come le latterie turnarie, la transumanza, la nascita della Valtellina Casera DOP, del Bitto DOP e dello Storico Ribelle – studentesse e studenti hanno avuto l'opportunità di cimentarsi nella tecnica dell'assaggio di formaggi DOP locali, nazionali e internazionali.